Tre donne, il cinema, i sogni
da TeleVisione.it (giugno 2003)
Mamma Rai ci riprova. Dopo una stagione di alti e bassi, accontenta il pubblico
delle fiction con "Cinecittā". Se medici e avvocati hanno fatto il loro tempo,
stavolta la tv sbarca nel dorato mondo del cinema. Cosa non si farebbe per un
punto di share in pių, in queste calde notti d'estate...
"Cinecittā" č la nuova serie televisiva in 13 puntate, che andrā in onda su
Raidue ogni martedė in prima serata a partire dall'8 luglio.
L'ultimo lavoro di casa Rai č una scommessa estiva, una scommessa costosa
peraltro, arrivata dopo una stagione non eccezionale. Come la stessa dirigenza
di Raidue ammette, nonostante palinsesti ricchi di nuove proposte, lo scorso
inverno non ha raccolto i risultati sperati.
Con "Cinecittā" si spera ora di bissare il miracolo italiano che, sette anni fa,
ha trasformato "Incantesimo" da fiction vacanziera a cult catodico.
"Cinecittā" parte con le migliori ambizioni. Prodotta da Paola Ermini per la
Lāntia con un budget di 350.000 euro ad episodio, si avvale della regia di
Alberto Manni.
Il cast č d'eccezione. 90 gli attori coinvolti, 40 i personaggi principali, 2600
le comparse. Ma, soprattutto, ci sono loro. Le tre protagoniste, le tre donne
che animano la storia. Due di loro sono belle al di lā del tempo. La terza entra
adesso nel mondo della grande fiction e lo fa alla grande.
Si tratta di Barbara De Rossi, Giuliana Lojodice e Carlotta Lo Greco. Sullo
sfondo della leggendaria casa del cinema italiano, tre donne vivono complesse
vicende sentimentali e familiari. Strette dall'affetto e dai legami di sangue,
tutte e tre vivono il mondo della celluloide in maniera viscerale e
appassionata.
Da Noris (Giuliana Lojodice) a Chiara (Carlotta Lo Greco), passando per Gloria
(Barbara De Rossi), fare cinema č un fatto naturale, una faccenda di famiglia
quasi. Pur non mostrando pretese da storia del cinema, la bella favola, nata da
un'idea di Maria Venturi e sviluppata da Roberto Tiraboschi, fonde bene i
classici intrecci da fiction con una location del tutto originale.
"E' un lavoro pieno di grazia, un qualcosa a metā fra la commedia e il sogno",
sostiene Agostino Saccā, direttore generale di Raidue. Pur ammettendo la sua
perplessitā in questa scelta, Saccā vede in "Cinecittā" la prova del costante
lavoro Rai. Come dire, non c'č vacanza che tenga per la rete cadetta.
"Cinecittā" č destinato a piacere e a confermare il consueto share di Raidue.
Piazzata strategicamente nel palinsesto settimanale, risponderā alla fame di
fiction in particolare del pubblico femminile.
Chi č stanco dei soliti medici, poliziotti, avvocati, insegnanti, troverā in "Cinecittā"
il sogno dorato del cinema condito da momenti strappalacrime e intrighi e
segreti.
Come in tutti i vecchi film sentimentali, l'amore giovane trionfa, l'affetto
maturo riposa, l'amicizia č un porto sicuro e i fiori d'arancio arrivano sul pių
bello.
Cristina Cucciniello