LA STAGIONE DEI DELITTI 2
2005
Non è un luogo comune, quello
di “Eva contro Eva”. La rivalità tra le attrici, nel mondo del cinema, del
teatro e della televisione, è quasi una regola. Ma ogni regola ha la sua buona
eccezione, e una di queste sembra essere il caso di Cristina Moglia e Barbara De
Rossi, protagoniste della fiction noir
“La stagione dei delitti”,
dove interpretano rispettivamente un ispettore capo di polizia e un vicequestore
alle prese con un serial killer.
Le abbiamo incontrate insieme durante la lavorazione della seconda serie della
fiction, che andrà in onda su Raiude in primavera e le cui riprese si sono
svolte in gran parte a Terni durante l’estate.
“Ci vogliamo davvero un bene incredibile – spiega Barbara – e abbiamo scoperto
di avere molte cose in comune. Tutto sommato è stata soprattutto questa seconda
serie a darci l’occasione di conoscerci a fondo”.
“Nella prima serie - aggiunge Cristina – da perfette estranee eravamo obbligate
ad odiarci per esigenze di copione, perché c’era un certo conflitto tra i nostri
personaggi. Nella seconda serie anche nella sceneggiatura abbiamo un ottimo
rapporto anche nella finzione”. 
Tra di
voi ci sono una quindicina di anni di differenza. Cosa ha imparato Cristina da
Barbara e cosa apprezza di più Barbara di Cristina?
Cristina: “In altri
quattro mesi passati insieme ho imparato moltissimo da lei, soprattutto dalla
sua serietà, e dalla professionalità che mi ha trasmesso. E’ una persona
talmente vera che vieni trasportata dall’energia che emana dal cuore. Quando
recitiamo insieme c’è un grande feeling, ci capiamo al volo. Ecco, è una persona
che ispira, ed è esattamente quello che dovrebbe fare un attore”.
Barbara: “Io credo che Cristina sia la migliore attrice della sua
generazione. E’ una donna estremamente sensibile e vibrante, che ha un modo di
recitare che non somiglia a quello di nessun altro. E poi è molto sensibile, E
una persona trasparente, trasparente come i suoi occhi”.
La prima
serie de “La stagione dei delitti” è stata girata a Torino. Che differenze avete
notato con Terni?
Barbara: “A Torino
sono più freddi. Qui la gente è più calorosa. Da parte della gente c’è stata
molta partecipazione, interesse, anche se sempre con molta discrezione. E’ una
città molto accogliente”.
Cristina in Distretto di polizia interpretava un agente di polizia. Qui è
un ispettore capo. Insomma una promozione…
Cristina: “Già. E la
promozione in grado comporta anche avere un ruolo più importante nella serie.
Più che poliziotta qui sono un detective, anche perché si tratta di un noir.
Quindi un modo di lavorare nella polizia molto diverso e di conseguenza un
differente approccio al personaggio. Quello di “Distretto” era senza dubbio più
leggero, sicuramente poi un ispettore capo ha più da fare di un agente scelto;
poi qui ho a che fare con un serial killer, quindi è un ruolo senza dubbio più
impegnativo”.
Oggi la tv si divide fondamentalmente tra fiction e reality. C’è competizione
tra questi due settori?
Barbara: “Certo quando i
nostri film escono in contemporanea con un reality forte, qualcosa ci portano
via”.
Resta il fatto che nei reality ci sono personaggi che hanno ruoli da
protagonisti in televisione senza avere la vostra professionalità.
Cristina: “Il
problema vero è che spesso poi i personaggi di reality si improvvisano attori di
fiction. Poi ben venga se c’è qualcuno che ci mette il cuore perché davvero
vuole fare l’attore, come ha fatto Pietro Taricone, che si è messo a studiare”.
E’ cambiato il modo di fare la
fiction negli ultimi anni?
Barbara: “Trent’anni fa,
quando ho cominciato io, c’era meno competizione tra le fiction: allora se ne
facevano quattro-cinque l’anno, oggi se ne fanno quattrocento. Poi c’è il
problema che le fiction, oggi, vengono studiate nei grafici dai pubblicitari:
nella sceneggiatura il momento culminante viene inserito nel momento della messa
in onda in cui c’è il picco di ascolto di solito. Si studia tutto a tavolino: le
scene d’amore, le scene d’azione. Lo sceneggiato era fatto in maniera molto
diversa. Aveva dei tempi diversi”.
di Arnaldo CAsali