CINECITTA' - La Fabbrica dei Film
da TV Sorrisi e Canzoni
(giugno 2003)
Prende il via su RaiDue una fiction di 13 puntate. Con effetti
speciali digitali e un cast di 90 interpreti.
Nata da un'idea di Maria Venturi, la fiction Cinecittà, diretta da Alberto Manni,
racconta la magia del cinema ma anche storie di vita e di amori che si
intrecciano su uno sfondo leggendario si, ma pur sempre reale. La storia si
snoda attraverso le vicende delle protagoniste di una famiglia tutta al
femminile. Noris (Giuliana Lojodice), la nonna, è un'ex attrice che ora insegna
recitazione. Ha un difficile rapporto con la figlia Gloria (Barbara De Rossi),
che lavora nel centro di produzione di Cinecittà, mentre va d'accordo con la
nipote Chiara (Carlotta Lo Greco), figlia di Gloria che, determinata a diventare
un'attrice, frequenta il primo anno della Scuola Nazionale di cinema.
GIULIANA LOJODICE:
Ho letto la lunghissima sceneggiatura in una sola notte. E il ruolo di Noris
mi ha subito conquistata. E' una donna all'apparenza serena, equilibrata, che
però nasconde una grande complessità. Un'attrice che per seguire da vicino sua
figlia lascia la carriera e si dedica all'insegnamento. In fondo potrei essere
io. Non ho mai svolto finora il ruolo dell'insegnante, ma chissà: più in là
potrei aprire un nuovo capitolo della mia vita professionale. Tornando al ruolo
di Noris, ho cercato di interpretarla in modo credibile, senza farne una
vincente ad ogni costo. Il regista mi ha ripreso nel ruolo più realistico
possibile, con le rughe, le occhiaie, i momenti di stanchezza: non mi sono mai
preoccupata di controllare la bellezza dell'immagine, quanto piuttosto alla sua
vicinanza a quella delle donne della mia generazione. Le riprese, cominciate a
maggio e terminate novembre dell'anno scorso, sono state davvero
impegnative. Mi alzavo alle 6 di mattina per lavorare fino alle 7 di sera, ma
spesso si girava di notte. Sono uscita distrutta e dimagrita di 7 chili: devo
dire che non so come ho fatto a reggere per tutti quei mesi. Però è stata
un'esperienza bellissima. Dura, ma gratificante. Anzi, sarei pronta a
ricominciare con le riprese di una seconda eventuale serie.
BARBARA DE ROSSI:
Di storie che raccontano i sentimenti ce ne sono tante, ma questa mi ha
colpita perché la cornice di Cinecittà è particolare. E poi il personaggio di
Gloria, una mamma che cerca di dissuadere la figlia dall'entrare nel mondo dello
spettacolo, mi somiglia. Nella realtà sono caratterialmente più solare ed
estroversa di lei, ma anch'io proteggo mia figlia Martina dal mio lavoro: ha
quasi otto anni e non è mai stata su un set. Non voglio neanche che abbia
un'immagine pubblica: deve fare la sua vita normale di bambina, con i suoi
amichetti, la scuola, la casa. Se da grande deciderà di fare l'attrice, allora
la consiglierò, ma per ora la tengo lontana dai riflettori. Al termine della
lavorazione Barbara ha fatto un regalo a tutti i suoi colleghi e alle persone
della troupe: Lo faccio sempre: sono affettuosa di carattere. A Giuliana ho
regalato un portagioie da viaggio, a Carlotta una trousse per il trucco; al
regista, appassionato di commedia americana, un bellissimo libro su Billy Wilder
CARLOTTA LO GRECO:
Il mio primo ruolo di protagonista è quello di Chiara in Cinecittà, una
ragazza determinata a fare l'attrice, che però non mi somiglia molto. Io sono
"art director pubblicitaria" e mi sono avvicinata a questo mestiere per caso,
partecipando a qualche casting. Questa è stata un'esperienza faticosa ma
importante, oltre che dal punto di vista professionale, anche dal punto di vista
umano: ho conosciuto attori bravissimi, e soprattutto splendide persone
ALBERTO MANNI:
Un cast di 90 interpreti, tra i quali grandi nomi: Philippe Leroy,
Antonella Steni, Susanna Javicoli, Claudio Biaagli, alla sua prima esperienza di
fiction, Carlo Croccolo, Corinne Cléry e Francesca Reggiani, tra gli altri.
Il clima sul set è stato fantastico, nonostante fossimo così tanti e i ritmi di
lavoro fossero sostenuti. Cinecittà è il primo lungo seriale con effetti
speciali digitali. Nella prima puntata, per esempio, abbiamo utilizzato
l'"effetto domino" per moltiplicare le comparse: sembrano 300 ma in realtà sono
solo 30. Ci sarà poi la materializzazione di animali, o ancora un Oscar
gigantesco che vola sopra gli studi di Cinecittà, trascinato da un elicottero.
Durante le 13 puntate, gli appassionati di cinema potranno scorgere numerose
citazioni di film famosi. In alcuni casi ho girato degli esterni addirittura sui
set di capolavori. Il prodotto che abbiamo realizzato ha un linguaggio moderno,
rispetto a quello tradizionale della fiction: meno televisivo e più
cinematografico. Insomma: abbiamo osato di più, e sento che il pubblico ci darà
ragione
Stefania Zizzari