Sorrisi e Canzoni TV - SENSO DI COLPA

(ottobre 2000)  

Barbara De Rossi e Vittoria Belvedere sorelle sul set. Le due attrici sono protagoniste di un giallo a sfondo psicologico-sentimentale scritto da Laura Toscano e Franco Marotta. Appartenenti a due generazioni differenti, raccontano come è cambiata la fiction in vent’anni.

Due generazioni di attrici a confronto in Senso di colpa il film tv di Massimo Spano, in onda domenica 22 e lunedì 23 su Raduno. Barbara De Rossi e Vittoria Belvedere, rispettivamente con 50 e 25 film alle spalle, sono le protagoniste di una storia costruita con una mistura di ingredienti vincenti: amore e lacrime, che hanno tenuto banco per anni e fanno il pieno d’ascolto ancor oggi. Per la gioia dell’italiano sempre più fiction-dipendente. Come dimostrano i dati emersi nell’ultimo mercato televisivo di Cannes, la fiction batte il cinema, in prima Tv, con il 28,5% di ascolto contro il 22,8%. Barbara De Rossi, antesignana e regina delle prime grandi storie televisive, ricorda:

“Ho debuttato nel ’77 con “Turno di notte” quando i critici sputacchiavano sugli sceneggiati e per anni sono stata additata come “quella della Tv”. Ora tutti gli attori lavorano per la televisione. Troppi sono improvvisati; e molti grandi stanno a casa. Però abbiamo registi in gamba, soggetti, linguaggio e mezzi tecnici competitivi e siamo all’altezza degli americani. Per quanto riguarda i contenuti delle storie, ricordo quando non si aveva il coraggio di denunciare la malasanità. Nel film Tv “La scalata”, del ’92, che interpretavo a fianco di Giulio Scarpati, affrontammo il tema del traffico di organi, scatenando un putiferio. Oggi la Tv è più coraggiosa, al passo coi tempi. Si parla della società in cui viviamo. Capofila è stata “La piovra” di Damiano Damiani, in cui ho lavorato con Michele Placido. Con soddisfazione posso dire che i miei personaggi hanno sempre avuto uno scopo sociale”.

Tra gli spettatori fedeli della De Rossi, in quell’epoca, c’era Vittoria Belvedere.

“Seguivo i suoi sceneggiati con mia madre che non se ne perdeva uno e piangeva sempre. Barbara è da sempre la migliore delle attrici. Sono d’accordo con lei anche per quanto riguarda l’attualità delle vicende raccontate in Tv. Sino a ieri si sono girate troppe favole a lieto fine. Oggi la gente vuole storie dove potersi rispecchiare e trovare soluzioni per problemi autentici: per il figlio senza lavoro o che si droga, per uscire dai drammi familiari, dai problemi di coppia. Il compito della fiction è suggerire soluzioni; a noi attori l’incarico di impegnarsi a fondo. Prima di arrivare sul set di “Senso di colpa”, avevo paura di non essere all’altezza della De Rossi. Lei mi ha aiutata a migliorare. Ci chiamiamo “sorellina” e “sorellona”.”

Le attrici si frequentano anche con i rispettivi mariti e figli.

“Vittoria è un’attrice in crescita – osserva la De Rossi – in lei rivedo me vent’enne: stessa semplicità, stesso carattere. Ecco perché abbiamo legato. Ha doti drammatiche notevoli. In “Senso di colpa” interpreta una schizofrenica con cambi d’umori repentini espressi con intensità. Io, nel passato, ho recitato una tragedia dopo l’altra, facendo scorrere fiumi di lacrime. Qui faccio piangere meno; i lucciconi li ho “regalati” a Vittoria”

Interviene la Belvedere: “Da matta psicopatica ho dovuto piangere e urlare. Il regista mi diceva: “Vittoria non rilassarti, devi restare tesa!” ed io lo prendevo in parola. La notte avevo gli incubi; di giorno non pensavo ad altro. Sono fragile di carattere e mi faccio sempre coinvolgere!”

                                                                                   Lucia Di Spirito 

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