Gente di cinema, gente comune
Nei mitici stabilimenti di via Tuscolana Alberto Manni sta girando, per la Rai, la fiction prodotta dalla Lantia. Tante storie, intrecciate tra loro, sulle persone che rendono Cinecittà il sogno di molti.
18/07/2002
Tutti conoscono Cinecittà, tutti ne hanno sentito parlare almeno una volta, tutti si immaginano un universo complesso fatto di sogni, di illusioni di set leggendari e di divi famosi. Ma pochi sono a conoscenza di come è veramente Cinecittà, un luogo mitico in cui, però, dietro l'immagine scintillante, apperentemente spensierata, ruota una moltitudine di persone che lavora, vive e soffre esattamente come in ogni altro posto di lavoro. Per raccontare tutto questo ecco in arrivo sugli schermi Rai la fiction "Cinecittà" diretta da Alberto Manni da un'idea di Maria Venturi e sceneggiata da Roberto Tiraboschi. L'idea della serie, prodotta dalla Lantia insieme a Rai Fiction, è quella di raccontare questa grande comunità, questa grande famiglia che ogni giorno ha a che fare con uno dei luoghi cinematografici più conosciuti al mondo come, appunto, Cinecittà.
A dare volto ai numerosi personagi della serie, un gran numero di attori, circa 50, da Barbara De Rossi a Giuliana Lojodice, per continuare con Susanna Javicoli, la giovanissima Carlotta Lo Greco; e poi ancora: Claudio Bigagli, Carlo Croccolo, Flavia Vento, Chiara Conti.
"Chi vive all'esterno del mondo del cinema ed in particolare di Cinecittà - ci spiega il regista durante una pausa di lavorazione -
si potrà rendere conto, guardando questa fiction, che l'universo del cinema, dello spettacolo in genere, è fatto di persone molto comuni, che lottano, amano, soffrono esattamente come tutti gli
altri".
Molti sono i temi che vengono affrontati durante le 13 puntate: "il rapporto tra apparire ed essere, per esempio - continua Manni - , tra la vita vera e quella fatta solo di esteriorità. E poi la lotta tra il desiderio di raggiungere il successo e la realizzazione di sé stessi, e la sincerità, la verità dei rapporti umani in un mondo fatto di finzione".
PUGLIELLI