IN FONDO AL CUORE (1997)
Regia: Luigi Perelli
La vita di Laura, trentacinque anni, un marito architetto e due figli, sembra scorrere normalmente. Eppure dentro di sé
rimangono una certa amarezza e un'insoddisfazione di fondo. Laura infatti ha da qualche anno abbandonato il suo lavoro di psicologa in un dipartimento di salute mentale per la cura di pazienti in età evolutiva. Abbandono provocato dalla morte di una paziente anoressica, fatto non certo eccezionale, ma che Laura ha sentito come segno di una sua inadeguatezza professionale. Dover rinunciare a questo
lavoro le è costato molto, tanto da renderla sempre più chiusa ed incapace di reagire. Così quando Giulia Mariani, giudice istruttore presso il Tribunale di Milano, le chiede di collaborare per risolvere un caso estremamente difficile, Laura risponde negativamente. Si tratta di un orribile delitto: una ragazza diciassettenne è stata assassinata da un maniaco e la sua compagna quattordicenne, Anna, ritenuta morta dall'assassino, ha riportato un fortissimo shock che le ha causato la perdita della memoria e l'ha resa
incapace di comunicare. Il giudice ha affidato tutte le sue speranze a Laura poiché Anna, in passato, è stata sua paziente ed è stata da Laura aiutata a superare il trauma per la separazione dei genitori. Se Anna ritrovasse la memoria e riuscisse nuovamente
a parlare, il pericoloso maniaco potrebbe essere catturato. Laura è combattuta: memore del passato non si sente all'altezza del compito ma gli sguardi di Anna, che chiedono disperatamente aiuto, la convincono ad accettare. Scattano così due diversi tipi di inchieste. La prima di carattere tecnico, condotta dal giudice Mariani e dal commissario Gennari, basata su fatti, testimonianze e confronti. La seconda, in cui Laura, oltre a confrontarsi con il suo passato, deve superare la difficile prigione mentale di Anna, cogliendone le minime emozioni e spiragli. Il compito di Laura è complicato anche dalle diffidenze e dalle ostilità del Prof. Silvestri, direttore del Centro, che vede in lei un pericolo ed un elemento di disturbo. Ma Laura, collaborando attivamente e non senza qualche attrito, con il giudice ed il commissario, riesce a smascherare una torbida rete di deviati che soddisfano i propri istinti bestiali sfruttando persino le più moderne tecnologie telematiche. La vera vittoria di Laura sarà tuttavia quella di ritrovare fiducia e sicurezza in sé stessa e restituire a sé e ad Anna la voglia di vivere e lottare.
| Barbara de Rossi: Ho accettato di girare il ruolo di Laura per diverse ragioni. La prima è stata la sceneggiatura. Francesco Scardamaglia ha scritto una bellissima storia, di grande tensione, di thrilling, attraversata da un intenso rapporto affettivo tra Laura e Anna, la bambina sopravvissuta allo stupro. Laura...è una donna che si fa coinvolgere in prima persona nei casi che le vengono affidati mettendoci quella parte di privato che la fa soffrire ma che la rende più sensibile rispetto ad altri colleghi. Per la prima volta ho lavorato con Luigi Perelli e mi sono trovata benissimo. Io sono un'attrice istintiva, emotiva e Luigi ha saputo e voluto girare con me in una maniera particolare che lasciava poco spazio alle prove, ma più tempo all'istinto, all'emozione... |