LA MIA CINECITTA'
da  Il Nuovo

(04 luglio 2003)

L'attrice è protagonista della nuova fiction della Rai in onda dall'8 luglio ambientata nella mitica cittadella romana del cinema.
 

ROMA - Per "tirarsi su" da una stagione assai poco felice sul fronte ascolti Raidue rinfresca il palinsesto estivo di novità. Dopo i nuovi cicli di Streghe, Alias, Furore, da martedì azzarda il lancio di una nuova e costosa fiction. Un bel romanzone d'appendice che prende vita dietro le quinte di Cinecittà dove si intrecciano vite, conflitti, amori delusioni di tre donne, una madre, una nonna e una figlia, e di tanti altri personaggi che lavorano nella mitica cittadella romana del cinema.

Tredici puntate dirette da Alberto Manni con Barbara De Rossi e Giuliana Lojodice in testa a uno stuolo di 90 attori (tra cui Claudio Bigagli, Antonella Steni, Carlo Croccolo, Philippe Leroy, Corinne Clery, Francesca Reggiani, Vincenzo Bocciarelli, Carlotta Lo Greco), prodotte da Raifiction e dalla cinematografica Lantia (costo un miliardo e mezzo a puntata). Le loro vicende saranno il filo conduttore per esplorare i rapporti tra genitori e figli, le ambizioni dei giovani, il mutamento dell'universo femminile dal Dopoguerra ad oggi.

Per evitare che la stagione troppo calda possa "bruciare" un prodotto così impegnativo i responsabili della seconda rete consigliano: "Il pubblico deve entrarci piano piano, e aspettare prima di giudicare. Come Incantesimo, che in autunno tornerà su Raidue, partì d'estate, anche Cinecittà propone una storia tra commedia e soap, intensa, varia, diversa dal solito, verrà fuori alla lunga".

Barbara De Rossi (piombata a Roma da Torino dove sempre per la Rai sta girando quattro gialli per Raiuno diretti da Claudio Bonivento), descrive il suo personaggio come una donna forte, emancipata, che fa l'assistente alla produzione a Cinecittà. Sua figlia Chiara (Lo Greco) che vive col padre, scappa di casa e piomba a Roma per fare l'attrice, come sua nonna (Lojodice). Scoprirà che anche in quel mondo sognato abbondano i problemi, le sofferenze, le battaglie ma anche i momenti di euforia e gli amori. Dal racconto delle loro vite quotidiane emerge ciò che c'è dietro le quinte del mondo del cinema e della tv.

Barbara, come fu la sua prima volta a Cinecittà?
Avevo 16 anni, ero la figlia di Mastroianni nel film Così come sei di Lattuada che l'anno dopo mi richiamò per La Cicala. Mi sembrò immensa, più grande del reale, come capita ai bambini. Ha un valore immenso, non solo sentimentale, è un vero monumento, un po' come il Colosseo.

Come raccontate il mestiere di attore?
Con il buono e il cattivo, con molta verità. Quando varchi quel grande ingresso di via Tiburtina si scatenano sogni, delusioni, speranze.
Molti dei suoi sogni si sono avverati... Sto per compiere 43 anni e lavoro da quasi trenta, sono soddisfatta della carriera che ho fatto. La tv mi ha dato enormi possibilità ma anch'io ho contribuito al lancio della fiction a partire dal '78 con Turno di notte di Poeti, e con tanti ruoli bellissimi in grosse coproduzioni internazionali.

La tv le ha dato dunque più soddisfazioni che il cinema?
Anche lì grandi soddisfazioni al fianco di attori come Bob Hoskins, Klaus Kinski, Susan Strasberg, Ron Moss, Annie Girardot. E non ultimo Il pranzo della domenica dei Vanzina, una commedia deliziosa.

Però in America non ha sfondato.
Quel treno l'ho perso anni fa, e forse ho sbagliato. Purtroppo sono sempre stata legata a qualche uomo, ho dato priorità alla vita privata. E poi sono italiana, preferisco lavorare a casa.

Che rapporto ha con la tv?
La seguo, e visto che la faccio guardo ciò che fanno gli altri. Mi piacciono i programmi alla Santoro e Biagi, i quiz garbati, si impara sempre qualcosa. Comunque c'è sempre il telecomando, possiamo vedere ciò che ci pare.

La sua presenza sul piccolo schermo è senza soluzione di continuità.
E' vero, a fine autunno ritorno con Amiche, col quartetto Koll, Cuccarini, Monti e Giardina diretto da Poeti, e poi ricomparirò in salsa gialla.

Che amica sarà?
Quella che ha i casini col marito. Mi è piaciuto raccontare in parte la storia poco felice di mia madre. E' la prima volta che un personaggio mi tocca così da vicino, mi ha lasciato il segno. Quando domenica ho cambiato set il primo impatto col nuovo ruolo è stato tremendo, ma qui entra in gioco la professionalità.

In che senso?
Sono un'attrice assolutamente emotiva e istintiva, ma negli anni ho affinato molto la tecnica e spesso mi reggo su quella: saltare da un ruolo all'altro è uno sbarellamento totale.

In che panni recita in questi giorni?
Per la prima volta interpreto un ruolo un po' maschile, una vicequestore di ferro ne La stagione dei delitti diretta Bonivento sempre per la Rai. Adoro il genere, sono una divoratrice di horror, fantascienza, di tutto ciò che è paranormale. Al mio fianco avrò come commissario Cristina Moglia, che beata lei si è allenata con Distretto di polizia, per me è una fatica enorme nascondere la mia solarità. Insieme potremmo anche lanciarci in avventure un po' pazze, alla Charlie's Angels.

Le resta un po' di tempo per la famiglia?
Purtroppo vedo poco mia figlia Martina che ha quasi otto anni, ma preferisco tenerla lontana dai fotografi e dai set. Però ho l'appoggio di mio marito che essendo un ballerino classico fa parte di questo mondo scellerato.

Se sua figlia volesse ricalcare le sue orme?
Stiamo facendo tanto per indirizzarla su altre cose, magari facesse l'archeologa!


di Betty Giuliani
 

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