(6 marzo 2001)
L'attrice sarà, presto, a fianco del divo francese in un giallo tv. E al IlNuovo.it dichiara: "Sono emozionatissima, mi ha scelto Alain in persona".
ROMA – Barbara De Rossi ha sedotto Alain Delon. La regina della fiction impegnata comincerà a girare a fine marzo a Marsiglia un giallo in tre puntate per RaiUno al fianco del popolare attore francese che aveva giurato di non voler più tornare davanti alla macchina da presa.Tra aprile e maggio la vedremo invece nei panni della giornalista nella fiction in due puntate Marco e Giulia inviati speciali e in autunno tornerà, sempre su RaiUno, nel tv movie La Casa dell’angelo
Sarà la prima fiction e l’ultimo film della sua carriera, non aveva mai
recitato per la televisione ed è stato proprio lui a scegliere me. Il titolo
del tv
movie è Fabio Montale, il nome del poliziotto da lui
interpretato, e io sarò Babette, la sua ex donna e miglior amica che lo
aiuterà nelle indagini sfidando le ire, e le armi dei mafiosi.
Emozionata?
Moltissimo, anche se in ventisei anni di carriera ho lavorato accanto ad
attori americani del calibro di Antony Hopkins, per me lui resta un mito, ed è
pure la prima volta che reciterò in francese, sto studiando come una pazza
perché lì non esiste il doppiaggio.
Nel tv movie La casa
dell’angelo affronta invece lo scottante tema dell’alcolismo.
Cosa le è più piaciuto del personaggio?
La forza, la drammaticità, la sua ricerca dei valori. Riuscirà ad uscire
dal suo dramma ma profondamente cambiata. Chiunque passa attraverso esperienze
come la tossicodipendenza o l’alcolismo, malgrado le medicine e gli aiuti, non
è più la stessa persona. Nel film
ci sono anche altre situazioni davvero drammatiche e io sono stata malissimo
mentre le giravo: sono molto sensibile come donna e come attrice, mi calo a
fondo in una parte e qui dovevo stare molto attenta a non cadere nel patetico.
Prima
dell’estate sarà invece una giornalista nella fiction in due puntate Marco
e Giulia, inviati speciali.
E’ la prima volta che faccio la giornalista e com’è nel mio stile
anche Giulia si lascia coinvolgere emotivamente dai casi che tratta. E’ una
giornalista con il cuore, in contrasto col compagno più cinico, sempre a caccia
di scoop, e insieme indaghiamo su un commercio di bambini ma, ovviamente, in
maniera molto diversa. In questa fiction c’è qualche momento divertente, di
commedia, cosa che a me capita difficilmente. In tutti i miei lavori ci sono
temi a sfondo sociale, di pubblica utilità:
mi accontenterei di riuscire a far riflettere un paio di persone. Dal
’78 ho fatto una cinquantina di fiction, scegliendole sempre di buon livello
qualitativo, altrimenti preferisco non lavorare.
Però
diserta il cinema
L’ultimo film, Maniaci sentimentali di Simona Izzo risale al '94,
fui pure candidata al David di Donatello, poi più nulla. Il cinema ghettizza
chi come me fa molta televisione, pur se ho lavorato con registi come Chabrol e
Lizzani. E poi incarno un tipo di donna rassicurante,
passionale, difficile da collocare nei film che vanno oggi di moda con
protagoniste anoressiche e nevrotiche. Oggi i ruoli completi che ti dà la tv
non te li dà il nostro cinema, per questo molti attori approdano sul piccolo
schermo.
Eppure
oggi la tv rischia il rogo.
Un po’ di ragione c’è. Non sempre c’è buon gusto, c’è una soglia
che non andrebbe superata, in alcuni momenti mi preoccupo per mia figlia
Martina: ha solo 5 anni e mezzo ma sto molto attenta a ciò che vede. La
parolaccia in bocca a un bravo showman come Fiorello non stona, ma una sequela
di tette e culi nudi non sono un bel modello da dare ai giovani. Troppo sesso e
trasgressione fanno solo danno.
Si
riferisce ai recenti casi di cronaca nera con protagonisti ragazzini?
Mi fanno paura, mi chiedo come mai dei genitori così normali non si siano
accorti del disagio mentale dei figli. Ti fa pensare che non sia la famiglia la
sola responsabile ma i modelli proposti: soldi, lusso, bellezza. Anche gli
americani che per anni ci hanno sbandierato film di una violenza inaudita,
adesso tornano ai buoni sentimenti. Da noi anche ragazzine di diciotto anni si
rifanno il seno per averlo più bello. Io sono una giovane donna di 40 anni e
non mi reputo per niente da buttare anche senza far ricorso al bisturi.
Preferisco trasmettere qualcosa di più profondo attraverso le mie fiction, mi
costano anni di vita, ci metto tutta l’anima. E piacciono soprattutto alle
donne, che vedono in me una di loro, con gli stessi problemi, una che non
intende morire di fame per qualche taglia in meno.
Betty Giuliani