DALLA PARTE DEI BAMBINI

Febbraio 1999

"CHI" ha incontrato l’affascinante attrice, impegnata in questi giorni come protagonista, al fianco di Marco Columbro, della pièce teatrale L’anatra all’arancia, durante uno dei rari momenti di pausa della lunga tournée, uno dei grandi successi della stagione, che si concluderà alla fine di maggio al Sistina di Roma. Barbara, che in questi giorni è protagonista della serie tv Il commissario Raimondi su Canale 5, arriva all’appuntamento puntuale come al solito ("Non sono mai arrivata in ritardo una volta, in 24 anni di carriera, sono le mie radici tedesche"" confessa Barbara), emozionata e con tanta voglia di raccontare.

Come è nata questa esperienza?

"Ho conosciuto Cristian Craciunescu mentre ero sul set del film tv Torniamo a casa, una bellissima storia diretta da Valerio Jalongo che andrà in onda in primavera su Raiuno e che racconta proprio il dramma di una coppia, interpretata da me e da Roberto Citran, che adotta Andrei, un orfano rumeno. Il regista per il ruolo di Andrei ha scelto Cristian che, dall’età di tre anni ha vissuto davvero in un orfanotrofio".

 

Per una volta la realtà è diventata fiction e non viceversa.

"Si, per Cristian realtà e finzione coincidono. È un bambino che ha perso la madre a tre anni, ha un padre in prigione e ha vissuto in un orfanotrofio di Bucarest (dove tra l’altro abbiamo girato alcune scene tra le più drammatiche).L’incontro con questo bambino è stato importantissimo per me, mi ha fatto conoscere una realtà terribile. Ho visto da vicino come si vive negli orfanotrofi di Bucarest, ho scoperto la realtà di un’infanzia che cerca di sopravvivere nelle fogne della città. Dal primo incontro con Cristian (ricordo ancora il suo sguardo aggressivo, selvaggio e ferito), mi sono sentita responsabile della sua vita e del suo futuro".

Che cosa ha deciso di fare per Cristian?

"Con il regista Valerio Jalongo ci siamo impegnati a occuparci dei suoi studi, con il sostegno a distanza. Da quando Cristian è tornato a Bucarest siamo in stretto contatto con Marcel, il suo tutore, che lo segue da vicino. L’estate scorsa ha trascorso una vacanza in Italia, con me e la mia famiglia. Siamo tutti innamorati di lui, mia figlia Martina, per prima, gli è molto affezionata".

Ha intenzione di far crescere la famiglia?

"Non se ne parla neanche, ho avuto una gravidanza difficile. Spero di riuscire a occuparmi del futuro di Cristian, di poter fare delle cose importanti per la sua vita, di vederlo crescere felice. Non sogno una nuova maternità: è già complicato fare l’attrice e non essere travolta dai sensi di colpa per Martina. Come tutte le donne che lavorano, ogni volta che mi allontano da mia figlia so che perdo alcuni momenti della sua vita, che non tornano. Martina, che ha tre anni e quattro mesi, in questo periodo proprio non sopporta le mie assenze. Sono innamoratissima di mia figlia, spero di trasmetterle il mio ottimismo, la mia concretezza, quei valori che mi ha insegnato mia madre, che ho perso dodici anni fa, e che mi manca come il primo giorno".

E suo marito Branko, come reagisce alle sue assenze?

"Per una coppia le assenze non sono una tragedia. Anzi, quando si è lontani per un po’, ci si ritrova con più entusiasmo, ci si rinnova. Mio marito ed io siamo spesso impegnati sul set o in teatro, e quindi siamo lontani. In questo periodo, ad esempio, mentre io sono in giro per i teatri di tutta Italia con lo spettacolo L’anatra all’arancia, Branko è a Roma: dopo aver terminato le riprese del film di Pasquale Squitieri, I briganti, presto tornerà a danzare in un nuovo balletto. Ma entrambi amiamo rifugiarci nella nostra casa, lontani dalla mondanità".

Quale sogno vorrebbe realizzare?

"Sono molto contenta della mia vita e della mia carriera. Ho girato 44 film, 20 per il cinema e 24 fiction. Avrei un piccolo sogno: mi piacerebbe lavorare al fianco dell’attore più straordinario, più sensuale del mondo, Al Pacino. È la mia passione". 

Tiziana Mantovani

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