LA CICALA (1979)
Regia: Alberto Lattuada

Wilma Malinverni (Virna Lisi) è una donna prossima all'anzianità che, a parte le parentesi in cui si è prostituita, fa la cantante presso la "Palma d'oro" di Ermete. Licenziata cinicamente dallo stesso quando il pubblico mostra di non gradirla, Wilma si allontana seguita dall'unica ammiratrice che le è rimasta, una zingarella, detta "La Cicala". Scoperte casualmente in una balera da Annibale, le due vengono invitate dallo stesso ad aiutarlo nella gestione di un complesso bar-albergo-distributore di benzina: e, visti i buoni affari che immediatamente seguono, Annibale sposa Wilma e chiama "La Cicala" la sua proprietà. Tuttavia, essendo il locale frequentato da camionisti affamati di donne, Wilma e Cicala si trovano ben presto a subire numerosi assalti. La situazione si aggrava quando, giunta la 18enne Saveria (Barbara De Rossi), figlia naturale di Wilma, questa rimane scandalizzata per il fatto che la madre si lascia conquistare da Carburo (Renato Salvatori). Saveria, allora, dimostrando una cattiveria insospettabile dietro il suo angelico aspetto, dichiara guerra alla madre e all'amica Cicala; e danneggia anche se stessa, offrendosi a Carburo e ad altri, e fuggendo momentaneamente con Cipria. La reazione di Annibale è piuttosto infelice. Wilma, disperata, uccide Cipria quando lo trova in intimità con Saveria; quindi si butta nel fiume ove annega, nonostante il tentativo di salvarla fatto dalla sempre fedele e attenta Cicala. Saveria, rimasta padrona del campo, conquista il letto di Annibale e cambia il nome del locale in quello di "La Regina". Carburo, deciso a vendicare Wilma e Cicala, vince Saveria in una partita al biliardo con Annibale e la porta con sé. Nell'incidente automobilistico che nasce dall'inseguimento messo in atto dal confuso Annibale, trova la morte Saveria.