Barbara De Rossi  è nata a Roma il 9 Agosto 1960 da papà Gilberto, importatore di vini pregiati e mamma Sofia, casalinga; ma non è una vera "romana de Roma", poiché la madre é tedesca e lei, adolescente, ha vissuto per parecchi anni a Rimini con i genitori e i fratelli Marco e Germano. L'ha scoperta Lattuada, infallibile pigmalione di giovani fanciulle in fiore; lei, Barbara de Rossi, aveva solo sedici anni, frequentava il liceo scientifico e  sognava un futuro di medico veterinario e una casa in campagna con tanti animali. Nel 1976 vince un concorso di bellezza, nel quale il presidente della giuria era Alberto Lattuada.  Il regista di "Dolci inganni" la fa debuttare come figlia di Mastroianni nel film "Così come sei" (1976) e la vuole di nuovo in "La Cicala" (1979) accanto a Virna Lisi. Da giovane promessa Barbara De Rossi, diventa immediatamente attrice-rivelazione contesa da cinema e televisione. Ed è proprio negli sceneggiati televisivi che raccoglie le maggiori soddisfazioni professionali come protagonista ad esempio di "Storie d'amore e d'amicizia" (1982) dove recita con il suo primo ragazzo Massimo Bonetti e con Claudio Amendola (per il quale prende una sbandata e pianta Bonetti), anche se la grande notorietà le è arrivata due anni dopo con il ruolo di Titti nella prima mitica "Piovra" di Damiano Damiani, che la lancia a livello internazionale. Da allora la carriera artistica di Barbara è stata una continua scalata verso un successo sempre più grande e sempre più meritato. I fotoromanzi fanno anch'essi parte del suo curriculum artistico, infatti dal 1978 al 1982 ne interpreta (per la Lancio) oltre quaranta, una decina dei quali come protagonista. Il successo prosegue nel 1985 con "Quo Vadis?" e "Io e il Duce", in cui ha interpretato il ruolo di Claretta Petacci, e nel 1986 con "Il cugino americano". Nello stesso anno, sul set del film "Grosso guaio a Cartagena", conosce Andrea Busiri Vici, nobile rampollo di una famiglia di architetti, che il 9 gennaio del 1988 diventa suo marito. Dopo aver interpretato "Mamma Ebe" con Carlo Lizzani, "Caramelle da uno sconosciuto" con l'esordiente Franco Ferrini, "Uomo contro Uomo" di Sergio Sollima, "L'eterna giovinezza", "Due Madri" ....(tanto per citare i lavori più noti), Barbara varca i confini nazionali e debutta nel 1989 in Francia con Claude Chabrol in "Giorni felici a Clichy". In questo periodo, il fiorire di nuove scritture e consensi e la comparsa a suo fianco di Gino Mattei, istruttore di educazione fisica, la aiutano a superare la fine del suo matrimonio che avviene nel 1990.  Nel 1991 ottiene ancora notevoli consensi con "La storia spezzata", sceneggiato che ha avuto un seguito nel 1994 con il titolo "La storia di Chiara". Nel 1993 è stata protagonista de "La Scalata" e nel 1994 è stata a fianco di Johnny Dorelli in "Si, ti voglio bene", anno di "Maniaci Sentimentali"  e anno in cui conclude la relazione con Gino Mattei. Nel 1994 parte per Budapest e sul set di "Colibrì Rosso" conosce il ballerino classico Branko Teshanovic, che sposa nel 1995 e dal quale ha una figlia di nome Martina. Negli ultimi anni ha collezionato altri numerosi successi; ricordiamo:  "Dove comincia il sole", "La casa dove abitava Corinne", "La Missione", "In fondo al cuore", "Il commissario Raimondi" con Marco Columbro, col quale ha portato in scena il suo primo lavoro teatrale "L'anatra all'arancia", "Senso di Colpa", "Inviati Speciali", "La casa dell'Angelo". Conclusi nel 2002 due nuovi lavori: "Cinecittà" per la regia di Alberto Manni (sono andati in onda solo 2 delle 13 puntate previste)  e "Il pranzo della Domenica" di Carlo Vanzina. Dopo "Amiche" di Paolo Poeti e "La stagione dei delitti" 1 e 2 di Claudio Bonivento, i Vanzina la richiamano nel 2004 a fianco di Massimo Boldi con "Un ciclone in famiglia", a cui ha fatto seguito una seconda e una terza serie rispettivamente nel 2005 e 2007.
I suoi partner sono stati, fra gli altri, Bob Hoskins, Jan Charleston, Brad Davis, Ron Moss, Klaus Kinski, Claude Brasseur, Andy Mc Carthy, Susan Strasberg.
Del suo lavoro ama soprattutto il risvolto psicologico che le permette di calarsi in personaggi sempre diversi ed esprimere così aspetti del proprio carattere altrimenti insondabili. Da autentico Leone subisce il fascino delle emozioni forti, ma l'ascendente in Bilancia agisce da filtro di equilibrio e da valido antidoto a tutte quelle paure, ansie, piccole e grandi nevrosi che accompagnano un lavoro fatto di impagabili soddisfazioni, ma anche di attese e di sogni sfumati sul nascere.