L’attrice
Barbara De Rossi all’incontro sulle Donne a Palazzo Barberini
Giovedì
22 marzo 2001
Bella e affabile, impegnata nella vita
e in teatro, dove ha scelto scientemente di interpretare ruoli di spessore
sociale, sovente sconfinanti nel drammatico, il più possibile vicino alla
dimensione del reale, anche se nella “fiction”! Così si è presentata
l’attrice Barbara De Rossi, madrina del Calendario dei Diritti delle
Donne-Neetya 2001, nonché neo-eletta Presidente. Onorario dell’Associazione
“I diritti Civili nel 2000”, presente all’incontro a Palazzo Barberini, a
favore dell’Anno Internazionale della Donna. Fra le diverse associazioni che
hanno promosso l’iniziativa, tutte con il comune obiettivo di valorizzare
l’intelligenza, la sensibilità, il coraggio al femminile, va evidenziata
quella per “I diritti Civili 2000”, composta di volontari, senza scopo di
lucro, che riunisce persone di varia estrazione sociale e professionale, al fine
di coprire i vari campi di intervento e difesa di diritti maltrattati o
misconosciuti. Durante l’incontro, si è avuta la toccante testimonianza di
Nahar, giovane donna del Bangladesh, sfregiata dall’acido, che oggi aiuta le
sue simili, sottoposta all’identico sfregio, ad uscire dal conseguente
isolamento.
Fra le altre Associazioni di
“club-services” internazionali, va senz’altro ricordato lo “Zonta
International”, mutuando dalla lingua Sioux, dove il termine indica “onesto
e degno di fiducia”. Esso opera per il progresso politico, culturale, legale
della donna, con borse di studio finalizzate in ambito sociale e scientifico.
Come si legge in un pamphlet sulla violenza a carico delle donne, curato
dall’Associazione “Diritti civili nel 2000”, e dalla “Coopi
International”, “occorre sottrarre ad una sorte inaccettabile le donne che
restano vittime di soprusi in nome di un aberrante senso dell’amore”. Ciò
è forse meno eclatante in un paese come l’Italia, dove, per fortuna, diremo
così, le più cruenti disquisizioni sulla condizione femminile, vertono più
spesso, sulle dichiarate molestie sessuali, tralasciando altri eventi meno
salottieri.
Il che non vuol dire però che ciò sia
ininfluente a livello dialettico, laddove il fenomeno mette comunque a
repentaglio, non tanto e non solo l’integrità fisica, quanto l’identità
culturale ed etica dell’individuo donna. Un sottile filo emotivo lega le
diverse realtà femminili, nel profondo dell’”essere”, più che
“apparire”, come la stessa attrice Barbara De Rossi, ha tenuto a precisare,
lei che si scontra con la quotidiana “impasse” del mondo dello spettacolo,
ben felice di contribuire ad un’immagine sempre più emancipata e conscia dei
propri diritti e doveri della nuova Donna nel 2000.