BABIJ JAR (2001)
Regia: Jef Kanew

E' l'autunno del 1941, l'esercito russo fugge da Kiev davanti all'avanzata Tedesca. Per le strade c'è il caos più totale...... Un vecchio uomo, Genadij Lerner, si intrattiene dietro la recinzione del suo giardino con la sua vicina, Lena Onofrienko. Le due famiglie hanno rapporti di buon vicinato da più di vent'anni. La guerra e l'occupazione della città da parte del 6° reggimento sono oggetto di tutte le conversazioni. Corrono voci sulle atrocità perpetrate contro gli ebrei e sui crimini di cui sarebbero già stati vittime in alcune regioni. Per questo motivo, la figlia di Genadij, Natalja, smentisce le notizie ufficiali tendenziose che cercano di rassicurare la popolazione ebrea. Genadij non riesce a credere a queste esecuzioni di massa e pensa che nel peggiore dei casi, loro saranno riassegnati o espulsi. E comunque è troppo tardi per pianificare una fuga. L'indecisione di Genandji si trasforma in disperazione. A un certo punto persino la famiglia dei Lena gli si rivolta contro .......................
I bombardamenti e l'entrata a Kiev delle truppe SS e dell'esercito tedesco buttano la città nel panico e nel terrore. Per due giorni interi il rumore incessante dei bombardamenti si sente dalla periferia della città. Quando il massacro cessa, il 30 settembre 1941 nel tardo pomeriggio, i corpi di 33.000 ebrei ucraini, per la maggior parte donne e bambini, giacciono nelle rovine di Babij Jar..
Paul Blobel, capo delle SS responsabili del massacro, è stato condannato a morte nel processo di Norimberga nel 1946. Per ricostruire la storia del massacro, che costò la vita a dei membri della famiglia del produttore del film Artur Brauner, gli storici che hanno preso parte alla produzione del film si sono basati sugli ordini militari d'allora e le prove raccolte nel processo di Norimberga.