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E'
l'autunno del 1941, l'esercito russo fugge da Kiev davanti all'avanzata
Tedesca. Per le strade c'è il caos più totale...... Un vecchio uomo, Genadij
Lerner, si intrattiene dietro la recinzione del suo giardino con la sua vicina, Lena Onofrienko. Le due famiglie hanno
rapporti di buon vicinato da più di vent'anni. La guerra e l'occupazione
della città da parte del 6° reggimento sono oggetto di tutte le
conversazioni. Corrono voci sulle atrocità perpetrate contro gli ebrei e sui
crimini di cui sarebbero già stati vittime in alcune regioni. Per questo
motivo, la figlia di Genadij, Natalja, smentisce le notizie ufficiali
tendenziose che cercano
di rassicurare la popolazione ebrea. Genadij non riesce a credere a queste
esecuzioni di massa e pensa che nel peggiore dei casi, loro saranno
riassegnati o espulsi. E comunque è troppo tardi per pianificare una fuga.
L'indecisione di Genandji si trasforma in disperazione. A un certo punto
persino la famiglia dei Lena gli si rivolta contro .......................
I bombardamenti e l'entrata a Kiev delle truppe SS e dell'esercito tedesco
buttano la città nel panico e nel terrore. Per due giorni interi il rumore
incessante dei bombardamenti si sente dalla periferia della città. Quando il
massacro cessa, il 30 settembre
1941 nel tardo pomeriggio, i corpi di 33.000 ebrei ucraini, per la maggior
parte donne e bambini, giacciono
nelle rovine di Babij Jar..
Paul Blobel, capo delle SS responsabili del massacro, è stato condannato a
morte nel processo di Norimberga nel 1946. Per ricostruire la storia del
massacro, che costò la vita a dei membri della famiglia del produttore del
film Artur Brauner, gli storici che hanno preso parte alla produzione del
film si sono basati sugli ordini militari d'allora e le prove raccolte nel
processo di Norimberga.
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